In un contesto in cui le truffe che mescolano criptovalute e false tecnologie di intelligenza artificiale si moltiplicano, ACCGN si impone come un caso di scuola. Presentata come una piattaforma di investimento automatizzato basata su un “robot IA”, promette rendimenti elevati, regolari e senza sforzo.
Ma dietro questa facciata tecnologica si nasconde un meccanismo ben oliato: un sistema con un’elevata probabilità di Ponzi, combinato con pratiche tipiche delle moderne truffe d’investimento.
1. Che cos’è ACCGN?
ACCGN si presenta come una piattaforma di trading automatizzato basata su un’intelligenza artificiale “quantistica”, che dovrebbe generare profitti quotidiani elevati con un livello di rischio minimo. Il messaggio è semplice: una tecnologia rivoluzionaria, guadagni rapidi e un sistema perfettamente sotto controllo.
La realtà è ben diversa. La piattaforma cambia regolarmente nome di dominio, nessun team identificabile appare dietro il progetto, non è stata rilasciata alcuna autorizzazione per gli investimenti e ACCGN figura nella lista nera dell’AMF. Tutto indica che non si tratta di un’azienda strutturata, ma di una facciata destinata a ispirare fiducia.
Come in molte truffe crypto moderne, tutto si regge su uno storytelling tecnologico che mescola “robot di trading”, “algoritmo intelligente” e “rendimenti garantiti”. Una ricetta ormai ben nota, pensata per attirare gli utenti in cerca di guadagni facili e di una soluzione automatizzata alla loro portata.
2. Come funziona la truffa?
2.1. La promessa: IA, trading automatico e profitti garantiti
ACCGN metteva in avanti un “algoritmo proprietario” che avrebbe dovuto generare rendimenti stabili, guadagni quotidiani e un rischio quasi nullo. In realtà non viene fornita alcuna dimostrazione seria: nessun audit indipendente, nessuno storico delle performance, neppure la minima prova verificabile.
Questo discorso, molto comune nelle truffe d’investimento, serve soprattutto a rassicurare le persone poco esperte e a far loro credere che sia possibile ottenere un reddito facile e automatico.
2.2. L’ingranaggio principale: lo schema Ponzi
In uno schema piramidale, i nuovi depositi finanziano i prelievi dei primi arrivati. Finché nuovi partecipanti alimentano il sistema, tutto sembra funzionare normalmente. Ma non appena l’afflusso rallenta, la struttura crolla meccanicamente.
ACCGN segue esattamente questa logica: i primi iscritti hanno potuto prelevare piccole somme, appena abbastanza per instaurare un senso di fiducia. Questo apparente “successo” alimenta quindi il passaparola e rafforza il reclutamento, permettendo al sistema di proseguire… fino al punto di rottura.
2.3. Il blocco dei prelievi
Una volta che la piramide ha instaurato un clima di fiducia duraturo, gli organizzatori passano a una fase più aggressiva. Introducono un “token” interno, un asset fittizio che non esiste altrove, e spingono con forza gli utenti a convertire in esso le loro liquidità. Questa fase permette di troncare completamente il legame tra i fondi reali e il valore visualizzato nell’applicazione.
Segue poi l’annuncio di un aggiornamento urgente, accompagnato da un pagamento obbligatorio da effettuare in un lasso di tempo molto breve per conservare l’accesso al proprio account.
- Gli utenti che hanno già guadagnato un po’ di denaro si dicono che “non è un granché” e pagano senza troppa esitazione.
- Coloro che hanno investito somme importanti preferiscono pagare piuttosto che rischiare di perdere l’intero capitale.
Quando il conto alla rovescia arriva alla fine, appare una nuova richiesta di pagamento, spesso più elevata. Poi, una volta che un numero sufficiente di membri ha pagato… la piattaforma scompare. È lo schema classico: spingere le vittime a rimettere ancora un po’ di denaro proprio prima del crollo finale.
3. Chi è responsabile?
3.1. I creatori della piattaforma
In una truffa come ACCGN, la responsabilità è condivisa tra diversi attori.
I veri creatori restano nascosti: operano dall’estero, utilizzano società di comodo e recuperano la maggior parte dei depositi. Sono loro a sparire con il denaro quando il sistema crolla.
Le autorità locali molto spesso non mettono in campo i mezzi necessari per rintracciare i veri colpevoli. Di conseguenza, le responsabilità ricadono sui grandi promotori, che sono invece ben identificati dalle diverse vittime.
3.2. I promotori
Oltre ai creatori, troviamo i promotori: persone che diffondono la piattaforma, reclutano membri e incassano commissioni.
Alcuni possono essere stati ingenui all’inizio, ma altri comprendono perfettamente il funzionamento del Ponzi e scelgono comunque di continuare. Ne traggono profitto finché la truffa funziona, anche a costo di ignorare l’impatto sulle vittime.
A differenza dei creatori, i promotori sono spesso identificati dalla giustizia.
I loro conti possono essere congelati e possono essere costretti a partecipare al risarcimento delle vittime nell’ambito di azioni collettive.
È quasi sempre lo stesso schema: i veri organizzatori restano intoccabili, mentre i referenti locali si fanno carico delle conseguenze giuridiche.
Le vittime, invece, si contano a centinaia. Molte investono per fiducia, per mancanza di informazioni o perché incoraggiate da persone vicine. Sono loro a subire l’interezza delle perdite quando il Ponzi crolla.
4. Il crimine organizzato e la frode online nel Sud-Est asiatico
Piattaforme come ACCGN non nascono dal nulla. Spesso sono legate a reti criminali con base in diversi paesi del Sud-Est asiatico, dove negli ultimi anni si sono sviluppate vere e proprie fabbriche di truffe.
In alcune zone della Cambogia, del Laos o della Birmania, gruppi organizzati sfruttano interi centri dedicati alle truffe finanziarie: false piattaforme di trading, truffe crypto, operazioni di “pig-butchering”. Queste strutture funzionano come vere imprese, con marketing, assistenza tecnica e squadre specializzate.
Le condizioni locali, la scarsa regolamentazione, la corruzione e le infrastrutture decentralizzate permettono a queste reti di lanciare un’applicazione fraudolenta in pochi giorni, per poi chiuderla e sostituirla con una nuova non appena attira troppa attenzione.
È un sistema fluido, mobile e difficile da smantellare.
Le autorità internazionali moltiplicano i raid e le sanzioni, ma l’ecosistema continua a spostarsi da un paese all’altro.
ACCGN è solo un esempio tra decine di altre piattaforme costruite sullo stesso modello che hanno già preso di mira

